VERBALE PRIMA RIUNIONE UTENTI


La riunione di utenti, prima di una serie di incontri a cadenza mensile necessari per giungere alla redazione di un documento unitario da presentare in occasione delle celebrazioni per il 40ennale della legge n. 180 del 13 maggio 1978, più conosciuta come “Legge Basaglia”, si è svolta a Genova Voltri nella sede dell’associazione Prato Onlus, in Via Calamandrei 61/10.

Nel corso della seduta, a cui era anche presente la volontaria di A.L.FA.P.P. Paola Simeta, hanno preso la parola Emanuele, Emilia, Eugenio, Federico, Paola, Walter di Prato Onlus, e Bernardo di Idee Diverse Genova.

La riunione è stata introdotta da una breve presentazione di Prato Onlus da parte di Roberta: l’associazione è un gruppo di autoaiuto in cui si incontrano per condividere la loro condizione e idee utili a migliorarla persone che hanno ancora o hanno avuto la vita segnata dal disagio, prefiggendosi di valorizzarne le diversità e di tutelare la loro privacy.

Dopo le presentazione dei partecipanti, e la descrizione dei tratti salienti della loro vita e dei loro problemi, si è passati ad un primo dibattito sugli obiettivi che andranno poi evidenziati nel documento finale; dalla discussione, protrattasi dalle ore 10,30 fino alle ore 12, i principali argomenti emersi sono, in sintesi, i seguenti:
si frequentano queste riunioni perché è giusto e utile che gli utenti comunichino tra loro, trovino uno spazio per lavorare serenamente su se stessi e diventare il più possibile indipendenti e socialmente utili, condividano ed amplino le proprie conoscenze. Gli utenti si devono porre l’obiettivo di creare una partecipazione attiva, per trovare all’esterno più attenzione, comprensione e riferimenti stabili, e per ricreare le basi per dotarsi di una rappresentanza importante, dopo che il precedente coordinamento degli utenti, nato circa 8 anni fa, si è sciolto. L’obiettivo più immediato è giungere alla redazione di un proprio documento e di prendere proprie iniziative in occasione delle prossime celebrazioni per il 40esimo anniversario della Legge Basaglia, oltre che per soddisfare la semplice e diffusa curiosità di vedere cosa emergerà dagli incontri;
il miglioramento del proprio status di “malati” passa necessariamente attraverso la condivisione, perché essa consente prima di uscire dall’isolamento individuale, e poi di confutare e contrastare l’idea unilaterale che ci sia un solo modello di benessere, cui ci si debba per forza uniformare per non avere problemi;
gli utenti con disagio mentale devono chiedere e trovare all’esterno nei loro confronti un atteggiamento di maggiore umanità e apertura, che trascenda finalmente ogni categorizzazione psichiatrica, aprendo da se stessi nuove strade prima attraverso la condivisione e poi valorizzando al massimo iniziative, conquiste, aspettative, e contrastando i tentativi di sminuirle e distorcerle, specialmente in questo momento storico in cui altri tipi di diversità hanno ottenuto più spazi espressivi; per questo motivo certi luoghi comuni che alimentano ancora paure, diffidenze e distanze, e che purtroppo sono ancora presenti in alcune terminologie del nostro linguaggio, non hanno più senso e non dovrebbero più essere usate neanche per scherzo, in quanto possono offendere pesantemente la sensibilità di persone fragili e consapevoli delle loro problematicità;
il rapporto con i medici è spesso difficile per diversi motivi: da alcuni pregiudizi di fondo che essi hanno nei confronti degli utenti alla conoscenza preliminare non adeguatamente approfondita degli utenti stessi prima di terapizzarli, alle informative altrettanto insufficienti fornite agli utenti riguardo ai tipi di cura e alle terapie farmacologiche somministrate; a causa di tale carenza è necessario che gli utenti siano sempre più consapevoli, provvedendo intanto, per quanto possibile, autonomamente a leggere e a raccogliere notizie sulle caratteristiche, l’azione e le controindicazioni dei farmaci che assumono. Infine, va rilevato che non si tiene alcun conto dell’importanza e della necessità di stabilire con gli utenti un rapporto di continuità terapeutica, mentre il colloquio con il curante ha senso solo se si stabilisce un rapporto umano duraturo con il paziente.
con l’autoaiuto gli utenti hanno la possibilità, a loro volta, di avvicinarsi alle persone, compresi i curanti e i genitori, cogliendone e apprezzandone i lati positivi per farne un ulteriore e complementare punto di riferimento, di dare un senso alla propria vita, e anche di supplire alle carenze affettive conseguenti alla loro vita problematica; da qui si evidenzia un’altra loro necessità fondamentale, quella di poter contare su spazi sicuri dove poter trovare e coltivare rapporti affettivi significativi e duraturi: un bisogno umano, questo, primario ma purtroppo ancora ampiamente disconosciuto e negato dalla distanza del mondo esterno, ivi comprese, pur indirettamente, le istituzioni, per il non assicurare agli utenti basi di sussistenza adeguate affinché possano non vedersi negato il diritto di avere una loro famiglia;
gli utenti vanno responsabilizzati e stimolati, non devono mai sentirsi soli, senza questo non c’è libertà; l’incontro tra risorse degli utenti e tecnici della salute mentale deve diventare un dialogo aperto senza irrigidimenti, tenendo conto adeguatamente del fatto che gli utenti sono diversi tra loro e devono avere il più possibile aperto davanti a loro un ventaglio di scelte; attraverso questa strada virtuosa va incrementata la coscienza di ciò di cui gli utenti sono capaci; non c’è bisogno di iter formativi standardizzati, al contrario si può imparare molto dall’autogestione dell’autoaiuto; occorre assolutamente in questo contesto un riconoscimento pubblico e sincero del fatto che nel processo di cura attualmente ci sono troppe energie e risorse sprecati in cose poco o per nulla utili, che fanno addirittura perdere tempo agli utenti e, con esso, anche concrete possibilità di stare meglio; occorre altresì implementare le risorse e l’autostima degli utenti, e incrementare i fondi pubblici per le attività creative e ricreative a loro destinate.

Bernardo Cirillo (Idee Diverse)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *