ASSEGNATA LA CASA A DUE SOSTENUTI DELLA PRATO DAL COMUNE DI GENOVA


Il nostro co-housing di persone con disagio psichico in normali
abitazioni all’interno di un contesto che ha fornito una rete di risorse
pazientemente ottenute permette ora a due sostenuti di avere
una casa loro ‘per sempre’ non legata alle risorse della PRATO.
Ci hanno ascoltato ci hanno dato fiducia, hanno creduto in noi.
Grazie a Chiara Rodi, al Comune, alla Compagnia di San Paolo e
grazie anche a tutti noi malati e sani che abbiamo costruito negli
anni questa realtà e questa credibilità. Da 14 anni siamo testimoni
che non serve avere alloggi protetti residenze protette ma imparare
a proteggersi con le risorse che si possono avere, sentirsi
responsabili perché meno assistiti e più liberi di scegliere. Certo
non è un obiettivo facile e raggiungibile immediatamente da tutti i
pazienti psichiatrici ma per molti moltissimi si, da quelli che iniziano
ora a curarsi a quelli che hanno già attraversato una lunga storia di
ricoveri.
La cura è necessaria la perdita di libertà e di parola no. Se
questa rimane e non è annientata dalla vis terapeutica, dal
desiderio di correggere, dalla presunzione di essere nell’unico
giusto modo di essere porta a questi risultati.
Stare sufficientemente bene come tutti e essere come tutti
responsabili della propria cura ed abitare in case proprie con
chi si sceglie. Dovrebbe essere per tutti così no?
Ci ha aiutato e portato a questo risultato sia il primo bando della
Compagnia di San Paolo, sia il lavoro di lunga sensibilizzazione di
tutti questi anni, gli incontri, la pazienza e il lavoro dei sostenuti nel
co-housing nei nostri appartamenti, la costanza di Giovanna, la
fiducia riposta nella PRATO sia delle persone con disagio che dei
famigliari , la partecipazione anche al secondo bando della
Compagnia di San Paolo, l’ascolto di Chiara Rodi, incontri e
iniziative nel quartiere, solidarietà di amici vecchi e nuovi. Lavoro
tanto lavoro di relazioni con tutti. E tutto questo ci permetterà di
concludere questa nostra idea che le persone anche se matte
possono vivere responsabilmente fuori dai circuiti dell’assistenza
all’interno di una rete pazientemente tessuta con fatica, fiducia,
costanza e responsabilità.

Daremo notizia della inaugurazione appena la casa arredata e
pronta sarà disponibile ai due nuovi inquilini. Festeggermo.

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