RELAZIONE ANNUALE 2016


      

 

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Relazione del presidente sull’attività svolta nell’anno 2016 dall’Associazione

 

Gentili associati,

 

Undicesimo anno di vita.

La nostra identità è sempre difficile da spiegare e trasmettere , siamo intesi a volte come una casa famiglia, altre come comunità, altre ancora come luogo di piacevoli intrattenimenti od occasioni creative dove mandare chi ha tempo libero e necessità di socializzazione, infine anche come possibilità di lavoro.

Altrettanto difficile spiegare che se pure con fatica e impegno diverso tutti partecipano alla vita della associazione e non c’è una dirigenza separata tecnica. Che insomma non ci sono le tradizionali separazioni tra tecnici e assistiti ma un coinvolgimento che responsabilizza tutti e i sostenuti volontari e i volontari si trovano in pari posizione e gli eventuli esperti presenti non svolgono questo ruolo ma affiancano alla pari e sostengono il lavoro di tutto il gruppo. Difficile spiegare che non dipendono da me le scelte e non sono io quella che decide e quindi è inutile parlare solo con me o con altri volontari per progetti e richieste.

Difficile spiegare un modo di lavorare che permette senza enfasi e teorie (ma forse qualche riflessione dovremo farla, qualcosa da trasmettere come modello l’abbiamo) a persone con disagio psichico grave di vivere sentendosi liberi di scegliere, di esprimersi liberamente, di cercare nuove strade , fare altri progetti, provare altre emozioni, conoscere nuovi piaceri, e vivere in autonomia per quello che è possibile appoggiandosi a quello che offre la rete PRATO attraverso loro stessi, le loro stesse risorse, diverse per ognuno. Insomma vivere come persone normali in posti normali . Cosa estremamente difficile, faticosa per loro e per tutta la PRATO volontari e scrivente compresa. Ma di grande soddisfazione. Vivere non ‘al guinzaglio’ dell’assistenza col continuo vagheggiamento di un’uscita sempre più impossibile nel tempo, vivere autonomi scontrandosi ogni giorno con fatiche e limiti ma scegliendo di farlo e investendo appunto sulla PRATO, sull’auto aiuto, sui progetti insieme, su obiettivi comuni, abitando negli appartamenti PRATO o fuori per conto proprio, scegliendo quali aiuti sono necessari e si possono trovare nella rete dei propri amici o nei presidi sociali e sanitari o cercandoli. Vivere normalmente liberi come persone e non come malati assistiti nel circuito psichiatrico.

Questa premessa vuole anche sottolineare la grande fatica che accompagna la vita di ognuno: chiediamo molto ai nostri sostenuti, chiediamo molto anche a noi volontari e esperti. Chiediamo di optare ogni giorno per la responsabilità, la scelta, la relazione con l’altro, la tolleranza dei limiti, della sofferenza, optare per il quotidiano difficile al posto di sogni impossibili, per la ricerca di piaceri possibili, l’accettazione di bisogni che richiedono aiuto senza perdita di libertà, la PRATO chiede molto ma è fatta da loro e per questo ci riesce. Ma è pesante difficile e sicuramente su tutto il gruppo compresi i volontari e gli esperti capita che cadano le tegole della rabbia dovuta alla sofferenza, i trafiggenti colpi delle emozioni dolorose, il peso della fatica quotidiana. Sarebbe a volte più semplice per i sostenuti tornare a fare i curati e per i volontari i curanti, sarebbe meno difficile o quantomeno rassicurante. Ma il gruppo spinge da un’altra parte, spinge la sua organizzazione, l’auto aiuto e le riunioni alla pari, la presenza dell’esperienza avuta di libertà ed autonomia dall’assistenza, della possibilità già percepita di poter andare avanti, e spinge i componenti a sopportare tegole colpi e pesi sapendo che passeranno e si spiegheranno in parte, in parte se ne intuiranno le ragioni e si acceteranno senza correzioni. La fiducia prevale quindi sulla resa, la speranza sullo scoraggiamento, la comunicazione sul silenzio. E su tutto il rispetto dell’altro, comunque sia.

Vita non facile, non sempre gratificante per i volontari sostenuti e per i volontari. Ma l’essere tra persone vive, che non sopravvivono, ma decidono, fanno, si esprimono e partecipano comporta senso e soddisfazione a noi tutti.

Non siamo quindi una bella famiglia, siamo in troppi e non ci sono padri e madri e non siamo nemmeno fratelli perché le nostre esperienze di vita sono così diverse e particolari per ognuno di noi ma abbiamo tutti un profondo rispetto dell’altro anche quando lo capiamo meno, non diamo giudizi ma offriamo lo spazio per esserci.

Non siamo una comunità, ognuno ha un sua vita che conduce alla sua maniera, nei limiti del possibile.

Non siamo un centro di svago e lavoro, ognuno ha gusti suoi e sceglie persone affini per iniziative affini e progetta attività che piacciano insieme, diverse e in continuo divenire. Chi arriva non ci entra se non si è fatto conoscere nell’auto aiuto abbastanza perché possa insieme lavorare o divertirsi con rispetto e rispettato. Rispettare non è semplice.

Non siamo un posto che offre lavoro anche se l’impegno nell’associazione è un lavoro più o meno riconosciuto econimacamente (una borsa lavoro per il lavoro di segreteria e voucher) ma riconosciuto nel suo valore dal gruppo.

 

Sottolineare la nostra identità mi sembra utile perché il confronto con chi si interessa istituzionalmente o in forma privata o come associazione di volontariato del disagio psichico sia basato sulla conoscenza ed eventuale condivisione per progetti possibili.

Perché non si sia percepiti semplicemente come una risorsa di assistenza invece che un motore per movimenti di autonomia e sufficiente benessere (recovery). La partecipazione degli utenti sembra spesso invocata così come il loro protagonismo ma poco mi sembra sia facilitato se non reso possibile nelle realtà dell’assistenza. Noi ci siamo a testimoniare quanto è possibile fare con poche risorse ma con profonda attenzione al rispetto dell’altro-persona e come questo sia la premessa indispensabile per qualsiasi azione. Qualsiasi buona azione che non parta da questo rispetto rischia di essere pericolosa. Ben vengano gli esperti per esperienza ma solo se la loro esperienza è di rispetto prima di tutto.

 

Questa relazione verrà come al solito inviata ai sostenitori, al CELIVO e pubblicata sul sito.

Descrivo ora più in particolare quanto avvenuto nell’anno.

 

 

                     AUTO-AIUTO ACCOGLIENZA REPERIBILITA’ RESIDENZIALITA’ LAVORO

 

I gruppi di auto aiuto sono continuati tutto l’anno a cadenza come da sempre settimanale (49 incontri il giovedì e 51 il martedì). Vi hanno partecipato 20 persone, la partecipazione è stata costante, il giovedì è riservato all’ingresso di nuovi e questo comporta una fluttuazione del numero, quando ci sono più di 8 persone ci si divide in due gruppi. Alcuni partecipano costantemente, altri quando compatibile con altri impegni (ad esempio il lavoro o impedimenti ). Continua ad essere uno strumento di conoscenza, un esercizio di rispetto, un’occasione di riflessione, di sosta, una parentesi all’azione, un’apertura alle emozioni. Non sempre facile sempre utile. I nuovi si abituano al fatto che non c’è un facilitatore, che ci sono regole apparentemente rigide in un primo momento, il non interrompere, il non rispondere, il non dare consigli, il seguire l’ordine del cerchio nel prendere la parola, riferirsi sempre solo a se stessi. Le persone trovano analogie oltre a diversità, spunti per spiegare quello che non riuscivano a spiegare, emozioni raccontabili, visioni inaspettate. Io partecipo senza svolgere un ruolo se non quello appunto di partecipante, all’inizio i nuovi mi attribuiscono un ruolo, poi vedendo che non lo svolgo, come è successo in un’occasione, se ne vanno o restano, come succede usualmente. I gruppi continuano nei due mesi e mezzo circa in cui io sono assente dalla PRATO senza interruzioni. In allegato potete trovare gli argomenti scelti .

Tutti i martedì dell’anno (51 incontri quindi probabilmente solo quando il martedì coincideva con una festa non eludibile) sono avvenute le riunioni ‘sull’abitare’ con la partecipazione di 10/16 persone. Sono in parte organizzative, in parte altra finestra su come stiamo, su urgenze o necessità a cui dobbiamo rispondere o su bisogni. Tutti sono abituati a convogliare in questa riunione richieste per le possibili risposte. In questa riunione si decidono reciproci aiuti (chi può aiutare pinco a portare in discarica l’oggetto tale, chi può aiutare panco nel mettere a posto i canali tv, chi può dare da mangiare al gatto ecc.) ma anche incontri di svago o altro (chi è interessato al tal museo, chi è interessato al cinema tale, chi vuol mangiare la pizza sabato, chi vede la partita con me, chi viene con me in piscina, al mare ecc.) e infine richieste personali (sono solo in questo periodo chiamatemi magari se organizzate qualcosa domenica, voglio stare in pace non chiamatemi, in questo periodo vorrei dormire in sede il sabato e la domenica perché sto male a casa mia, sto male in questo periodo perché lo sappiate se vado a casa mia non riesco a stare con gli altri ecc.). Anche queste riunioni avvengono quando non ci sono anche se in genere è presente un volontario ma non sempre.

Partecipano le persone più ‘vecchie’, con un grosso senso di appartenenza, ma si sono aggiunte nuove persone provenienti dal gruppo di auto aiuto, primo passo per poi inserirsi in altre iniziative, attività, progetti. E’ in questa riunione che si prendono decisioni che poi verranno portate avanti, sostenute dalla PRATO. E’ garanzia di trasparenza e incontro tra pari per continuare una rotta condivisa e comunque conosciuta.

 

Le persone che contattano la PRATO vengono invitate in genere ad un primo colloquio di conoscenza. A questi incontri partecipa sempre un sostenuto oltre a me o altro volontario perché sia possibile spiegare la nostra identità e il nostro modo di accogliere. E’ difficile accogliere quanto vorremmo perché le nostre forze sono nel gruppo e l’ingresso, la conoscenza reciproca, la sufficiente fiducia, la capacità di uscire da un ruolo passivo di assistito, richiedono tempo, pazienza e benessere sufficiente da parte di tutti. Pe esperienza però chi va avanti rimane e diventa una nuova risorsa del gruppo.

Alcune persone rimangono in contatto con la PRATO solo per occasioni di incontro comuni, eventi, in un rapporto amicale e di sostegno. Ritornano a partecipare se in difficoltà, chiedono aiuto o ci aggiornano sulla loro situazione.

Anche questo anno ha funzionato una reperibilità telefonica continua, 24 ore su 24, una mia disponibiltà ad incontri con persone con disagio in situazioni di urgenza, mai sostituendomi ai curanti o costituendomi come curante. Una disponibilità di tutto il gruppo dei volontari sostenuti nell’affrontare situazioni di angoscia di singoli, nell’evitare solitudini, isolamenti, nel sostenere e offrire risorse: la rete ha funzionato e non ci sono stati ricoveri, incidenti agiti ma sofferenze comunicate e superate (almeno quanto possibile). I dati sono nell’allegato.

 

Hanno continuato a risiedere tre persone nei due appartamenti, nella sede è stata offerta residenzialità temporanea a 9 persone per esigenze diverse (dalla partecipazione a iniziative a risposta a necessità personali di residenzialità alternativa a progetto iniziale di emancipazione dalla comunità). Nell’allegato sono indicati i pernottamenti di altre persone oltre i residenti (327 notti) .

 

Nelle attività e nelle iniziative hanno continuato ad impegnarsi i sostenuti. Sono stati volontari ed esperti nella segreteria ( basta guardare la raccolta dati in allegato fatta puntualmente da una sostenuta) , nel gruppo di apprendimento informatico (lo conduce una sostenuta), nei momenti di organizzazione di eventi e in particolare nella presentazione del libro nelle varie occasioni, negli incontri di informazione e formazione, di collegamento, nel rispondere alle necessità. Queste collaborazioni interne, come si vede nell’allegato, sono state in parte retribuite con due borse lavoro e con voucher, altre sono state ‘donate’, gratuite per la PRATO.

 

ATTIVITÀ E PROGETTI

 

Tutti i sostenuti oltre agli autori sono orgogliosi del libro ‘Dichiarati matti si raccontano, la follia parlata finalmente scritta’. A turno gli autori hanno presentato il libro in 14 occasioni insieme alla curatrice Gabriella Veardo, al prof. Conforto, a me e al dott. Solari. I loro interventi hanno di nuovo mostrato quanto sia necessario ascoltare la loro voce, i loro pensieri, le loro sensazioni e come queste arrichiscano la conoscenza del disagio e facciano traballare alcune convinzioni. Sempre una partecipazione del pubblico interessata, commossa, curiosa, stupita. Stupore per la bellezza degli scritti ma anche per la profondità degli interventi, per la loro originale visione, per nuove vie di comprensione aperte hanno accolto le presentazioni ad Anghiari (libera università di Anghiari organizzato da Angelo Guarnieri)) a Camogli (associazione culturale Ochin) a La Spezia (associazione il mondo di Holden) a Como (associazione culturale Carducci) in Calabria sia a Sant’andrea dello Ionio (organizzato da Anna Cascelli con il comune) che a San Nicola da Crissa (organizzato da Rosa Mesiti con Villa Sara) a Genova più volte , ai giardini Luzzati (organizzato con l’associazione ce.sto), alla libreria ‘l’amico ritrovato’, alla biblioteca universitaria, al gruppo di auto mutuo aiuto dei famigliari (CSM di Quarto), al Sert (Voltri), a Cogoleto (organizzato da Angelo Guarnieri con il comune). Spiace dire che l’unica presentazione non riuscita è stata quella all’ordine dei medici ( per un difetto organizzativo forse) ma questo ci sprona a spronarli.

Viaggi in Calabria, in Toscana e a Como, sempre accolti, ospitati, ci mostrano quanto la nostra rete di conoscenze e di amici sia piacevole e ci offra risorse di svago e di ‘nuovo’.

Barbara Bocca ha condotto il gruppo amante della musica per tutto l’anno (38 incontri) continuando un’attività che piace a molti, è occasione di divertimento, di scambio, di benessere e piacevoli emozioni ed anche di crescita nella nostra capacità di stare insieme e comunicare tra noi. Barbara ci ha portato anche un quadro donato alla PRATO dalla pittrice Carmen Battaglia (abbiamo le magliette con la riproduzione e le vendiamo nelle occasioni).

Il gruppo di scrittura è stato condotto da Emilia (35 incontri) . Dal gruppo sono nati i testi che ci hanno accompagnato a Natale suscitando emozioni e stupore. Regista è stata sempre Emilia aiutata da Maddalena per il sottofondo musicale. Scrivere continua ad essere un impegno-piacere condiviso da molti, un canale di comunicazione preferenziale, un modo per esserci. Molti sono i progetti. Dal blog alla pubblicazione di nuovo di altro. Emilia ha condotto il gruppo studiando gli interventi con particolare impegno ed attenzione ottenendo successo e partecipazione (lavoro gratuito) .

Maddalena ha condotto un corso di informatica di base (17 incontri) oltre a fornire un supporto a tutte le esigenze informatiche della PRATO. In particolare ha fatto tutte le locandine delle presentazioni del libro e degli eventi. Il suo lavoro è stato utilissimo e ci auguriamo continui.

Nella sede (la chiave resta a disposizione in un posto fissato ed è aperta a tutti tutti i giorni dell’anno in un’autoorganizzazione) si sono visti film, fatti balletti, festeggiati compleanni, fatte cene, incontri, pernottamenti , sentita musica, utilizzato il PC ed internet ecc. da persone diverse o singoli. E’ cioè una risorsa a disposizione e accoglie come si vede nell’allegato iniziative ma anche risponde a bisogni differenti richiedendo responsabilità oltre che solidarietà e comprensione per diverse necessità. Poterla tenere aperta sempre grazie alla responsabilità dei sostenuti (anche quando non c’è nessun volontario) è una confernma che la PRATO funziona nel dare un luogo per esserci ma anche un senso di appartenenza. Casa dell’auto aiuto in mano ai sostenuti. Lo dimostra anche la partecipazione di volontari sostenuti nella manutenzione sia della sede che degli appartamenti.

Nell’allegato si possono vedere le risorse del territorio, fuori dalla sede, trovate e utilizzate, dal corso di yoga e di teatro alla piscina a partecipazioni a spettacoli teatrali e concerti alle stesse trasferte-vacanze. Sottolineo come ciscuno si sceglie quello che preferisce e la PRATO interviene unicamente nel faciltare eventualmente la partecipazione.

I contatti della PRATO con altre realtà ed associazioni sono continuati. Giovanna Rossi si trova con il gruppo disabilità al Celivo e con Valter e Maddalena nel progetto scuole condiviso dal gruppo. Volontari sostenuti hanno partecipato a corsi di formazione del Celivo. Io, Silvia Mongiardini ed Emilia partecipiamo ( a turno in base alle possibilità) alle riunioni organizzate dall’ALFAPP delle associazioni che si occupano di disagio psichico. Monica Bianchi ha organizzato un’utile collaborazione con l’associazione CE.STO. Abbiamo partecipato ad eventi comuni come il Tam Tam del volontariato a Sestri Ponente.

Ma è soprattutto nell’area progettuale che abbiamo incontrato la Compagnia di San Paolo. Abbiamo partecipato al bando indetto dalla Compagnia di San Paolo per il proseguimento del programma Housing presentando un progetto intitolato ‘per un abitare PRATO fuori dalla PRATO’. Nel progetto chiediamo di essere finanziati per un sostegno al percorso di autonomia abitativa totale di 4 nostri sostenuti. Chiediamo un intervento sulla struttura (sede) che faciliti la residenzialità offrendo locali adeguati (imbiancatura, mobili e attrezzatura) e la possibilità di avvalersi della collaborazione di un’assistente sociale ed un educatore per il lavoro di rete e di facilitazione, di una dietista per la cura del sé, di una esperta in scrittura infine per organizzare la scrittura di un testo che spieghi come affrontare il vivere in autonomia per chi ha disagio psichico con l’esperienza di esperti per esperienza. Insomma scrivere ancora di nuovo per pubblicare un manuale oltre a portare a termine il percorso di alcuni, l’uscita dalla comunità, l’assegnazione di una casa e il poterci abitare solo o in cohousing, il dare possibilità di adeguati inserimenti lavorativi per chi è ancorato dalla necessità a dipendenza famigliare fonte di reciproca sofferenza.

Sono disponibili per questo progetto Silvia Mongiardini che ci ha già aiutato nella stesura e negli incontri , Susanna Rossi, Monica Bianchi, Gabriella Veardo e Federica Narizzano. Tutte persone che conosciamo per felice esperienza insieme. (Federica è stata nostra consulente dietista nel 2012 e 2013) Gradite ai nostri sostenuti. Abbiamo ricevuto a dicembre la comunicazione della vittoria del bando se pure con un finanziamento ridotto. Un progetto che inizieremo nei primi mesi del 2017.

 

                                                                   RINGRAZIAMENTI

 

Chi ci ha sostenuto con donazioni, azioni, vicinanza, sensibilità, incoraggiamento.

I volontari come Giovanna Rossi in primis e Mariella Becchelli. Ma anche Susanna e Giovanna Schiaffino Rossi, vicine di casa sempre disponibili e volontarie di fatto sempre. Persone come Ivana Olivieri che ci accoglie all’INCA ascoltandoci con gentilezza e rispondendo sempre immediatamente (mi stupisco sempre della sua efficienza). Altrettanta gentilezza e sensibiltà abbiamo all’UCIL da parte di Irene Parmentola. Ed Angela Corbella , Angela Mastrosanti (la volontaria più anziana) Daniela Spina pronte nelle varie occasioni a darci una mano, partecipare agli eventi, aiutarci. La famiglia di Giovanna Rossi che ci accoglie a Como e Massimo Rossi in particolare, i miei famigliari che contribuiscono alla Prato in modo diverso.

Il direttivo che ha sostenuto le nostre scelte le ha approvate, le ha permesse, disponibile sempre agli incontri, presente agli eventi, anche qui non certo particolarmente comodi per chi lavora. Disponibile anche a una reperibilità come già scritto quando non sono presente.

I revisori dei conti che lavorano gratuitamente (la dott.ssa Cinzia Farinetti in particolare) .

Chi ci sceglie per il 5×1000, ci fa conoscere.

Gli amici, tutti generosi . La generosità di Francesca Petrigni e della sua famiglia, della mamma, che continua una tradizione di donazioni mangerecce per tutto l’anno. Dall’olio alle torte, alle paste, al caffè ecc ecc. Abbiamo un pò di Sicilia. E anche di Calabria: ringrazio l’amica Anna Cascelli che ha preparato una splendida cornice alla presentazione del nostro libro a Sant’Andrea dello Ionio e Rosa Mesiti per un’altra presentazione e per la loro ospitalità e gentilezza .

Loredana e Dino della tenuta S. Massimo di Pavia che ci permettono la festa delle ciliegie in uno splendido contesto (il parco del Ticino).

Ringrazio i nostri donatori: molti nostri sostenuti ci fanno donazioni proporzionate alle loro possibilità e questo ci conferma il loro senso di appartenenza e l’adesione alla nostra ‘filosofia’ e confermano che siamo sulla strada giusta. Altre, che arrivano da chi già ci favorisce, è nel direttivo o tra i revisori dei conti o è una nostra esperta, ci fa sentire compresi, altre ancora da famigliari o da chi ci ha conosciuto ad eventi, ci gratificano. La vittoria del bando ci porta risorse ma implica un nostro impegno economico non indifferente (partecipiamo con una spesa del 25% sul finanziamento e comunque per portare a termine il progetto dovremo contribuire per un’ulteriore parte non finanziata). Grande è la riconoscenza a chi se pure con cifre necessariamente più modeste continua ad aiutarci pur facendo già un lavoro di sostegno all’Associazione, o è sostenuto. E a tutti i donatori dobbiamo la nostra continuità.

Ringrazio i nostri esperti, Barbara Bocca e Gabriella Veardo , la collaborazione di Monica Bianchi e di Silvia Mongiardini. Tutti attenti e sensibili e in linea con il nostro pensiero.

 

                                                                 CONCLUSIONI

 

E’ stato ancora un anno interessante, impegnativo per me, per i sostenuti per i volontari. Ma anche di soddisfazione. Abbiamo la responsabilità di continuare.

Ringrazio voi tutti

 

Il presidente

 

Roberta Antonello                                                                                    genova 12 aprile 2017