Blog vacanze luglio 2012-4° giorno


29 luglio (pomeriggio)

San Quirico d’Orcia e Bagno Vignone e Munro: .. e non ho voglia ..e basta ..e troppo ..e tutt’uguale.. e.. e.. e

Un’arietta veloce e vorticosa scompiglia i capelli e solleva le gonne, ci voleva, il caldo altrimenti sarebbe insopportabile. Sono tutti in piscina, li sento ridere e parlare, a voce alta naturalmente, mi pare che tutti abbiano superato il malumore che ha caratterizzato gran parte della giornata. Troppo stanchi forse, ma stanchi di stare assieme non dalla fatica del fare. Ma ce l’abbiamo fatta. Siamo qui, siamo andati dove volevamo; domani partiremo e chissà se Genova ci accoglierà a braccia aperte o ci riserverà un saluto distratto, mah, lo scopriremo.

Oggi la tensione è stata forte, ieri pomeriggio ho sbroccato io (chissà perché poi) e me ne vergogno, ma oggi c’è voluta tutta; può darsi che io esageri, per Giovanna non è stato così ad esempio, ma io me la sentivo addosso la tensione, venefica insudiciava tutto e esasperava gli animi.

No, no, sono negativa, meglio che smetta di scrivere per ora perché io drammatizzo ed appesantisco storie e sensazioni che sono, sì, distoniche, ma forse per nulla gravi, irrecuperabili. Per me crolla tutto, tutto è da rifare, fermarsi è necessario.

È venuta a trovarci Eva, moglie di Alberto, amica di Ro e Gio; ha portato un aperitivo, almeno quello.. per cui vado, mi precipito, corro, l’alcol mi chiama, a dopo. Staro meglio?

(questi appunti sono stati scritti a Genova il 31)

S. Quirico d’Orcia è un bel paesino, medioevale naturalmente, arroccato e (meraviglia!!) ben poco turistico. Pochi negozi dalle vetrine discrete: non come a Monteriggioni o a Siena dove le strade rigurgitano di panche e panchetti propaggini di negozi turistici che si riproducono in modo totalmente imitativo tentando, senza riuscire, di rubarsi l’un l’altro la gente e i portafogli. Chissà se dietro l’apparente tranquillità che ostentano non lottino coltelli alla mano, credo di sì.

Un bel posto sereno, una chiesa stupenda, mi pare che lì, però, non si potesse fotografare per cui quello che ricordo è negli occhi e nella mente; non ho testimonianze dell’interno austero, dalle finestre simili a feritoie dalle quali la luce entra in sordina e un bassorilievo senza nome, dove si vede rappresentato un gesto protettivo: la figura “grande” poggia le mani sulle spalle di quella di dimensioni inferiori, per il resto i volti sono uguali e le aureole circondano tutte le teste, è posto accanto all’ingresso, accogliente. Si impara a vedere gradatamente tanto è fitta la penombra e solo col tempo emerge dal buio l’intera chiesa raccolta e severa.

Poi Bagno Vignone: è una stazione termale, noi siamo stati a bordo vasca delle vecchie terme, Gio ha messo un piede? una mano? in acqua, l’unica naturalmente. Ro aveva bocciato questa meta sin dal giorno prima per cui non ci ha risparmiato battute ironiche borbottate a mezza voce, proprio non le diceva nulla quel posto. Tarkoski (?) ha girato lì Nostalghia un film che vidi con Enrico anni fa del quale ricordo poco se non la scenografia, gli esterni magici e misteriosi; beh, dal vero era meno affascinante il posto, bello, ma non evocativo. Peccato. Ho fotografato a tutto il fotografabile naturalmente, ho comperato un paio di cartoline e sono andata a bere un bicchiere di vino. Lo confesso, sono venuta meno al “patto” oh, l’ho pagato meno che a Serra Riccò, pazzesco; era un bianco fresco e buono dei colli lì attorno. Mi ha fatto un gran piacere.

Gli altri erano seduti al bar e l’insofferenza e lo scazzo erano tangibili ed io ero proprio stufa, non posso dire che a causa di ciò ho bevuto, ma mi ha dato un bel aiuto e un bel pretesto la situazione e ne ho approfittato.

Munro: un bel paesino tranquillo, un giro alla cinta muraria e silenzio, non c’erano turisti e confusione, un giro balsamico voluto soprattutto da Roberta che mi ha rasserenato; pace e quiete, era quello che ci voleva.

Tornati a “casa” tutti in piscina ed io a scrivere, forse l’acqua ha lavato via il malumore oltre alla stanchezza.

Silvia ha lanciato l’idea di fare il bagno di notte e Fede ha aderito al progetto; ‘sta notte sarò lì a guardarli sulla sdraio al fresco rimpiangendo di non avere coraggio, ammirandoli.