Blog vacanze luglio 2012-5° giorno


30 luglio (mattino)

C’è già un’aria di partenza e mentre un venticello frizzante e piacevolissimo trasporta odori e canti di insetti e la campagna rifulge sotto un cielo limpido, chi di noi è già sveglio è orientato al ritorno. Ho già fatto la valigia, per esempio. Fede è seduto a bordo piscina, gli occhi all’orizzonte, il pensiero chissà dove, Ro e Gio sono andate a trovare Eva, Massimo, lento e posato come sempre, fa colazione chiacchierando con Jenny che, come tutte le mattine, è venuta a riordinare. Lunghi e folti capelli neri, Jenny ed un sorriso aperto.

Sembra tutto uguale eppure è tutto diverso: non abbiamo fatto programmi per la giornata, non abbiamo meta. Può darsi che io mi sbagli, ma un languore che invita alla sosta sembra permeare il nostro vento interiore; c’è tanto silenzio. Solo il lieve russare di Silvia mi conferma che altri, attorno a me, esistono. Sparpagliati, siamo sparpagliati, ognuno per sé.

Non avrebbe potuto durare di più questa vacanza, siamo prossimi al limite di tenuta e sarebbe distruttivo superarlo, però una parte di me vorrebbe nonostante io sappia e mi renda conto che di quella distruzione sarei vittima e artefice. Contraddizioni.

Sono qui a scrivere perché vorrei fermare il tempo, sono qui a scrivere perché ho bisogno di esistere, sono qui a scrivere per tracciare un segno che sia dentro e fuori di me indelebile.

Tornerò a casa e potrò fumare e bere secondo la mia routine, tornerò al lavoro, soffrirò il caldo e un po’ di solitudine perché Ro e Gio partiranno mercoledì..

Ecco sto centrando il problema: temo che questa vacanza mi abbia allontanato dagli altri. Quella brutta e pesante sensazione di lontananza e di non appartenenza è tornata ad albergare in me minando le miei faticose certezze, turbandomi.

A volte non capisco nessuno nonostante mi sforzi, il mondo mi sembra che vada in un’altra direzione o che deflagrino le mie categorie lasciandomi spossata e raramente mi sento compresa, ma invece di arroccarmi in un recinto snob come facevo un tempo, come ho fatto per anni, mi pare che ora io cerchi di sfondare quelle pareti anguste, che stia imparando ad accontentarmi, mi pare. Momenti come questo, invece, mi riportano indietro ed in me si insinua il tarlo del dubbio cosmico.

È tornata Giovanna, cerco di stare un po’ con lei che è balsamica.

A più tardi, o meglio, a ‘sta sera.

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Mi sale l’ansia; ognuno sta per i cazzi suoi in mezzo agli altri; non so, quando voglio stare per conto mio io mi defilo

e forse con presunzione penso che sia il comportamento da tenere.

BASTA, Emilia, BASTA. (h. 10,41)

Non voglio essere ripresa dalla telecamera: la paranoia impazza. Basta, chiudo e vado a farmi una doccia. Fine dei giochi.

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È già il 31.

Siamo arrivati ieri pomeriggio dopo aver sbagliato sull’autostrada del sole, direzione Bologna! ed aver perso così un po’ di tempo, verso le 5,00/5,30. Ho sbagliato valigia ed ho preso quella di Fede così Gio e lui sono tornati da me per fare lo scambio. Poi casa, calda non di buoni sentimenti, ma di persiane tirate giù e di aria ferma, stantia. Ho spalancato tutto, ma non c’è stato verso, anche a notte inoltrata il calore era insopportabile e l’aria immobile.

Può darsi che fossi anche molto nervosa.

Ho riletto quanto ho scritto ieri mattina e mi sono sentita cattiva quindi colpevole, forse questa pagina non sarà inserita nel diario.

Per dovere di cronaca: ho accettato di rilasciare un’intervista senza apparire in video, ma no, magari! apparendo di spalle: una cosa penosa. Di cosa mi vergogno? Del mio corpo e di come si è trasformato il mio viso. Mi vergogno abbastanza da cominciare una dieta? Non so.

Se vogliamo fare un bilancio di questa nostra prima vacanza lunga, tutti assieme, direi che è andata abbastanza bene, siamo stati nelle regole quasi tutti, quasi sempre, abbiamo goduto della reciproca compagnia e, quando ci sono stati momenti di insofferenza, di incomprensione, di scazzo abbiamo saputo recuperare il meglio di noi e superarli. Direi che possiamo ritenerci soddisfatti il che non è poco, giusto no?

Alla prossima.