Il cineforum


18 gennaio 2014

 

Più di un anno fa decidemmo di radunarci per guardare un film assieme, scegliemmo il venerdì e chiamammo “cineforum” la nostra iniziativa.

Procede e ne siamo soddisfatti. Ci raduniamo in sede e guardiamo un DVD precedentemente scelto.

Giorni fa abbiamo deciso di pubblicare sul nostro sito, affinché i nostri visitatori ci conoscano meglio, le impressioni ricavate dai film visti.

Speriamo che questo spazio possa diventare un terreno di scambi e che si estenda.

Noi cominciamo con il film visto ieri sera:

Regalo di Natale

di Pupi Avati.

Il film uscì nell’86 ed è un film che il Mereghetti definisce coraggioso: la provincia viene descritta con rapide pennellate: è cattiva e infingarda e i protagonisti semi falliti, incapaci di ammetterlo, pronti a tutto pur di risollevarsi, la rappresentano egregiamente.

Presuntuosi ed arroganti si riuniscono la notte di Natale per una partita a poker col preciso intento di spennare un ricco industriale, il pollo.

Nel corso del film si trasformeranno molte cose e appariranno alcuni caratteri dei personaggi all’inizio celati.

Senza raccontare di più della trama vi invitiamo a rivederlo o, se non lo avete ancora visto, a guardarlo; ecco i nostri commenti:

 

Gabriele: strepitosi Carlo delle Piane e Abatantuono, è un bel film (che ho rivisto volentieri), ottimo il soggetto.

 

Federico: al centro del film la partita, tra i meriti di Pupi Avati c’è quello di tener alta la tensione, a momenti è quasi un thriller. Delle Piane sopra le righe, bravo Abatantuono; buone le musiche che contribuiscono a rendere l’atmosfera piena di pathos.

 

Silvia: mi è piaciuta molto la tensione presente in tutto il film e che si scioglie alla fine.

 

Emilia: bella l’ambientazione che ci permette di esplorare i personaggi spesso tratteggiati da rapide pennellate (i flash back, la narrazione interrotta) sostenuta dalle musiche (sono d’accordo con Federico). Bravissimi gli attori (Delle Piane e Abatantuono meritatamente premiati).

Più che la tensione io sento l’attesa e c’è di che attendere: l’amicizia tradita e le rovina rendono il film cupo e si respirano sin dall’inizio. Pupi Avati,però, non mette in scena la tragedia, ma un’ordinaria storia di miserie umane.