Le crepes suzette


7 marzo 2013

 

Una sera le crepes  suzette

 

Era il compleanno di Gabriella, quanti anni non so, eravamo tanti e belli. Festeggiamo sempre i compleanni, alla fine di maggio quelli dei nati in maggio, alla fine di luglio i nati in quel mese e così via. Però l’aria era speciale come lo avessimo aspettato a lungo, frizzante.

Già da tempo una nostra amica, Isa, ci aveva promesso di fare le creps, ma per una ragione o per l’altra avevamo dovuto rinviare. La neve abbondante, per esempio. Ma finalmente, il martedì goloso stava per giungere e Isa avrebbe fatto le creps. Contemporaneamente il compleanno di Gabriella, perfetto.

C’era tanta più gente del solito sostanzialmente perché cercavamo di allargare le cene settimanali, di martedì appunto, anche a chi frequentava l’associazione in altri giorni, a chi, per esempio, partecipava al gruppo di auto aiuto il giovedì, in modo da poterci amalgamare meglio e ci fosse più continuità, una maggiore circolarità delle idee, dei rapporti umani, l’accrescimento stesso della nostra associazione. Più carne viva, pensieri diversi, emozioni diverse.

Tanti nuovi modi di stare al mondo possono incontrarsi al di là della malattia e delle differenze.

Gabriella è con noi dal primo pomeriggio (portiamo avanti l’esperienza della scrittura autobiografica) poi arrivano suo marito, Maurizio, e un altro paio di persone che non si sono perse d’animo nonostante lo sciopero degli autobus.

Giovanna ha fatto anche l’autista raccattando in stazione gli ultimi arrivati. Giovanna, sempre lei, la magica.

Arriva anche Isa, trafelata e un po’ in ritardo e ci mettiamo subito al lavoro.

La pasta sta cuocendo, il sugo è pronto, il ripieno per le creps (un fantastico mix di formaggi) troneggia sul tavolo.

Nel frattempo abbiamo apparecchiato (tre tavoli, tre e nonostante tutto eravamo un po’ ammucchiati) e siamo quasi pronti.

La pasta è nei piatti, è buona, calda e al dente.

Qualcuno toglie i piatti sporchi mentre in tre o quattro spalmiamo sulle creps (già pronte, tante) il formaggio, le mettiamo qualche istante nel microonde e le portiamo in tavola. Due per uno, una per volta naturalmente!

Complimenti e lodi, meritati entrambi e di nuovo al lavoro, non è mica finita qui.

Dalle pance di sporte capienti escono leccornie di tutti  i generi: nutella, marmellate, creme, zucchero a velo. Sono i ripieni per le creps dolci.

Isa  è organizzatissima. Ha portato un grosso contenitore pieno della base, molto liquida delle creps, mette sul fuoco due padelle che unge appena servendosi, pensate un po’, di una patata cruda con la quale spalma un sottile strato di olio, e con un mestolo manovrato con consumata abilità, versa l’impasto, ma solo un velo, mi raccomando, nelle padelle calde.

È questione di secondi. Con una paletta stacca il sottile strato di pasta dorata dalle padelle, lo fa volare e ricadere capovolto in padella, ancora un istante sul fuoco e, voilà il gioco è fatto.

Sembra facile..

Ci siamo cimentati tutti, ognuno aveva il suo stile, qualcuno le sue paure. Giovanna la prima a tentare (manco a dirlo) dopo essere riuscita ha saltato per la cucina urlando di gioia e ridendo, secondo me ci ha spinto a provare. Il suo entusiasmo è trascinante, la sua gioia vivida, la sorpresa sincera. Alla spicciolata tutti: io poco sicura di me, come sempre, altri alla seconda, Maurizio due contemporaneamente (che classe!), Stefano non una ma quattro volte di seguito, più bravi, meno bravi, ma sempre con allegria. Persino io che non mi cimento mai volentieri in giochi che mi mettano in gioco, con naturalezza ho provato. Uno di noi ne ha fatto cadere una in terra e Giovanna l’ha mangiata, ecco come è Giovanna, generosa e capace di mettere a proprio agio con semplicità.

Abbiamo giocato mentre cuocevamo e farcivamo le creps e farle è stato più gustoso che mangiarle. Ci siamo divertiti e la serata è andata avanti sin dopo le nove.

Isa ci ha anche raccontato che in Francia per la festa della Candelora c’è l’usanza di fare le creps tenendo nell’altra mano almeno una moneta: se la crep si capovolge perfettamente nella padella durante l’anno arriveranno dei soldi, altrimenti, pazienza sarà solo cibo.

Ha anche lavato i piatti, zitta zitta, Isa, ma non avrebbe dovuto.

Qualcuno si è fermato a dormire nella casa dell’auto aiuto e gli altri sono andati a casa.

E’stato un buon compleanno, ci scommetto, ed una bella festa.