Tu, io – di Emilia


Varco esitante,

manco da molto,

i cancelli del tuo giardino,

mi accoglie la forsizia

gialla e brillante.

Sotto il fico ombroso

mi attardo,

mentre lo sguardo

spazia, vaga

e si raccoglie

nella memoria

oltre la piena carnalità

dei fiori,

oltre il profumo

inebriante.

Tra i colori estivi

e il suono del vento

tra le canne svettanti,

verso la tua essenza

generosa

procedo

cercando,

nell’abbraccio intenso

e caldo

di allora,

quando bambina

ricevevo le tue carezze,

la tua pelle,

ruvida di tanti lavori,

che era morbido cuscino

sul quale, poggiando la testa,

potevo dormire e sognare.

Emilia