Utrophia


Utrophia: un bel progetto concretizzatosi al meglio

 

Sotto il grande ombrello del CE.LI.VO. diversi mesi fa alcune associazioni di volontariato si sono aggregate in un progetto ambizioso al quale venne dato il nome di Utrophia. Due gli intenti dell’iniziativa: la condivisione ed il rafforzamento delle associazioni attive nel progetto e la cura della città che se meglio si offre alla gente diventa più gradevole e vivibile. Ambizioso, come ho già detto.

Le querce di Mamre, la Gigi Ghirotti, l’Alfapp, noi, la Prato, e Semplicemente, capo fila. Un gruppetto neanche troppo numeroso.

Sulla condivisione degli intenti e delle energie molto stiamo facendo convinti che un’aggregazione di realtà diverse, ma con obbiettivi condivisibili sia un validissimo strumento per giungere a maggiore visibilità e peso nella realtà cittadina. La realizzazione del bando CE.LI.VO. che abbiamo vinto va in questa direzione e i frequenti e gli articolati contatti con le altre associazioni (ricordiamoci che concretamente si realizzeranno nei video proposti) si nutrono di fatti, di assunzione di responsabilità, di convinzioni profonde.

Il secondo intento del progetto: la riqualificazione del territorio urbano merita anch’esso una riflessione. Le nostre città sono sempre meno vivaci, la crisi si stende come una coltre di nebbia vischiosa e cupa sulle nostre strade le cui luci si sono affievolite; i negozi, centri di attività e di possibile benessere, abbassano le saracinesche sempre più spesso e i commercianti rinunciano a lottare, sconfitti. L’aria si fa densa e pesante. Ottenere l’uso temporaneo di questi luoghi abbandonati, renderli gradevoli e sperare in un uso prossimo da parte dei gestori effettivi (magari riconvertendo la funzione degli spazi) è e può essere un obbiettivo raggiungibile. Inoltre nel “bello” si vivo meglio, il ben stare anche dal punto di vista estetico, migliora l’umore e gente meno tetra agisce con maggiore partecipazione.

La prima operazione di riqualificazione del territorio è stata possibile grazie agli spazi messi a disposizione dalla chiesa, la decorazione degli stessi è stata portata avanti grazie a docenti della facoltà di architettura e della accademia, l’esecuzione, realizzata in un clima ricco di pathos e di allegria, manco a dirlo, dai ragazzi. Sinergia, dunque e crescita.

Infatti il progetto andrà avanti, la meta da raggiungere, grazie alla partecipazione della CONFESERCENTI, sarà la riqualificazione delle molte e tristi edicole chiuse a causa della crisi.

Tutto è partito come un tentativo, un abbozzo di progetto quasi timido che trova spazi di realizzazione, ampi e luminosi nella città e che colora, letteralmente, il nostro centro storico così bello e grande e ricco. Danilo di Semplicemente e tutti coloro i quali hanno agito e creduto nel progetto possono essere giustamente orgogliosi di ciò che hanno realizzato.

Fermarsi a guardare “cosa stanno facendo quelli là” può innescare un meccanismo arricchente mentre “quelli là” si radicano sul territorio ottenendo maggiore visibilità. Si potrebbe dire che entrambi gli obbiettivi riguardano l’uscire dall’ombra.

Noi abbiamo aderito, devo riconoscerlo, senza grande entusiasmo e sospendendo il giudizio, in aria di attesa; un po’ come dire: andiamo, cominciamo e poi si vedrà. (E’ vero a nostra discolpa che siamo pieni di impegni)

Io forse sono stata un po’ fredda nei confronti di quest’iniziativa, non ho saputo cogliere tutte le implicazioni, non ho goduto di uno sguardo lungo, sono stata in un angolo a guardare mentre due di noi: Silvia e Sonia, accompagnate dalla nostra grande amica Gabriella, si sono assunte l’impegno di andare. Da Voltri al Centro, tutti i lunedì.

Silvia, la nostra artista, e Sonia, dinamica new entry, hanno partecipato a tutti gli incontri con regolarità e continuità. Ovviamente ci raccontavano durante le riunioni, solo per sommi capi, quanto facevano, ma mai ho avuto con chiarezza sentore di quello che cresceva in Centro storico.

Questa prima fase è terminata e durante la giornata del 9 c.m. ci sono stati la sintesi e il report alla cittadinanza. La Loggia delle mercanzie, un enorme spazio in piazza Banchi è stato teatro di un incontro a più voci.

Tutti i partecipanti al progetto, nelle persone dei presidenti/dirigenti/responsabili delle associazioni, hanno presentato le associazioni stesse, hanno divulgato i credo e le mission, hanno raccontato. Anche gli esperti e gli altri partecipanti al progetto hanno tirato le fila ed espresso le loro considerazioni.

Tutto ciò che è stato fatto è stato ripreso ed un video mostrava alcuni momenti salienti dell’operazione Coloriamo la città, poi foto, magliette con stampati i loghi delle varie associazioni, postazioni multimediali e tanta, tanta gente, parlare, scambiarsi, rafforzare le intese. Un pomeriggio così, sempre più pieno, sempre più ricco, un pomeriggio vincente.

Ancora una precisazione, anche il giorno successivo alla Loggia delle mercanzie ci sarebbe stata gente a divulgare l’iniziativa. E poi frittelle.

Emilia